M - SETTORE GIOVANILE E SCOLASTICO






Settore Giovanile e Scolastico

I PRESIDENTI DELLA "LEGA GIOVANILE" E DEL "SETTORE GIOVANILE SCOLASTICO" DELL'EMILIA ROMAGNA

Ing. Gino Canevazzi..................................................settembre 1947 - 19 ottobre 1957
M° Pietro Billone.......................................................15 dicembre 1957 - settembre 1963
Cav. Uff. Bonifacio Bortolazzi..................................settembre 1963 - 31 ottobre 1983
M° Pietro Billone.......................................................3 novembre 1983 - agosto 1988
Prof. Giorgio Moro....................................................agosto 1988 - luglio 1997
Rag. Francesco Brighenti.........................................luglio 1997 - 3 ottobre 2001
Roberto Pasini..........................................................17 ottobre 2001 - (in carica)



La storia del calcio giovanile nella nostra regione è quasi centenaria, ed in queste pagine non si potrà trattarla che per sommi capi, essendo necessario ben altro spazio e studio per darne un quadro esauriente. Una parte di essa comunque è già stata tratteggiata in due capitoli precedenti, relativi all’U.L.I.C. ed alla Lega Giovanile, di cui qui di seguito si riassumeranno solo i fatti salienti. In pratica, i primi tornei ufficiali per ragazzi furono giocati nel 1917 con la nascita dell’U.L.I.C. a Modena. Ai “liberi” restò affidata la cura delle giovani e giovanissime leve fino al 1934, per passare poi alla “Sezione Propaganda” sotto l’egida della F.I.G.C., che per la verità vi prestò poca o nessuna attenzione essendo all’epoca prevalente il ruolo del partito fascista nella formazione sportiva dei giovani.
Nel dopoguerra al posto della disciolta “Sezione Propaganda” nacque la “Lega Giovanile” (15 settembre 1947), strutturata in modo autonomo con propri Comitati Provinciali e Regionali. Questi ultimi ebbero subito un grande sviluppo, pur scontando una posizione un po’ anomala in seno alla Federazione, dove il confine tra la competenza della Lega Giovanile e quella delle altre Leghe (Regionali, Nazionale, ecc.) non sempre venne rigorosamente delineato. In generale, si assunse come spartiacque il limite di 18 anni, ma a quella età un atleta di solito faceva già parte anche della prima squadra, almeno nei campionati minori, e ciò fu origine di non pochi inconvenienti. La situazione subì una radicale revisione durante il periodo di Commissariamento della F.I.G.C. Fin dal 6 ottobre 1958 il dr. Bruno Zauli aveva fissato le linee fondamentali dell’ordinamento del Settore Giovanile che sarebbe divenuto operativo da lì a pochi mesi, vale a dire nel luglio 1959 con la soppressione della vecchia Lega Giovanile. Nella prima circolare ufficiale del 1. agosto 1959 il nuovo Settore si vedeva affidata l’attività preparatoria dei giovani fino a 18 anni, inquadrati in una duplice categoria di giocatori: gli Allievi, dai 14 ai 16 anni, e gli Juniores, dai 16 ai 18 anni. Restavano invece immutate le strutture periferiche, sempre articolate sui Comitati Regionali e Provinciali. Il primo Presidente Nazionale del Settore Giovanile fu il dr. Cesare Mariani, con Giulio Saraceno segretario. Essi si avvalevano dell’opera un Comitato Centrale trasformatosi poi dal 1. luglio 1960 in Consiglio Direttivo vero e proprio. In Emilia Romagna ai primi campionati del S.G. presero parte 184 società affiliate o associate, con 2.619 tesserati. Presidente del nostro Comitato Regionale di S.G. era all’epoca il M° Pietro Billone, già eletto alla Lega Giovanile il 15 dicembre 1957 dopo la scomparsa dell’ing. Gino Canevazzi, capo “storico” del movimento calcistico giovanile emiliano. Billone mantenne la carica anche durante e dopo il Commissariamento di Bruno Zauli (1958-59), e fu per alcuni anni vice-presidente nazionale del Settore; nel 1963 gli successe il cav. Bonifacio Bortolazzi, indimenticato e carismatico presidente emiliano per vent’anni.




Emergevano già, intanto, le figure di altri ottimi collaboratori che si sarebbero poi distinti negli anni a venire anche in altri ruoli. Ne citiamo solo alcuni in veloce successione: il dr. Orlando Iaboli, Dino Castelvetri, Orfeo Tinti, Sergio Cattoli, Ubaldo Tamburini, Giancarlo Balestra e Francesco Brighenti a Bologna, Giovanni Biffi a Faenza, Mario Tavolini a Ferrara, Moritz Galei a Finale Emilia, Elvezio Ortali a Forlì, Alessandro Belletti e Alberto Pasolini a Mantova, Francesco Cortesi a Ravenna, Giancarlo Chiari e Ugo Valli a Reggio Emilia, Valdo Franceschi e Maurizio Minetti a Parma, Celestino Marri a Modena, senza con ciò dimenticare l’opera proficua e sovente poco riconosciuta di tutti gli altri operatori di quegli anni. Parallelamente al settore dilettantistico, anche il Settore Giovanile fu interessato da una forte crescita dopo il 1970. In Emilia Romagna le società passarono dalle 184 del 1959 alle 537 (di cui 27 “pure”) del 1985, per un totale di 1.223 squadre schierate in tutti i tornei regionali e provinciali; cifre rispettabili tenendo anche conto che dal 1976-77 il S.G. aveva dovuto cedere alla Lega Dilettanti i campionati regionali Juniores. Con il varo del nuovo Statuto federale il 25 aprile 1987 fu introdotta la nuova denominazione ufficiale di Settore per l’Attività Giovanile e Scolastica (S.G.S.); si intendeva così creare un collegamento con il mondo della scuola, che molto avrebbe potuto dare al calcio giovanile. Le cose però non andarono nel modo previsto ed oggi, in attesa che la situazione evolva, l’interpretazione dell’aggettivo “Scolastico” tende più a riferirsi alle “Scuole Calcio”, che di fatto hanno sostituito i N.A.G.C. (Nuclei Addestramento Giovani Calciatori) e sono largamente diffuse tra le società soprattutto dilettantistiche. E sempre dal 1987 anche alle società “pure” del S.G.S., costituenti circa il 10 % del totale, fu giustamente riconosciuto il diritto alla partecipazione ed al voto durante le Assemblee federali.
Dal Comitato Regionale Emiliano del S.G. dipendevano inizialmente (1959) 13 Comitati Provinciali e Locali, ridotti a 12 nel 1976 con la spartizione tra Bologna e Faenza del C.L. di Imola. Nel frattempo (1969), per razionalizzare l’organizzazione e semplificare anche l’approccio delle società, i Comitati Locali del Settore Giovanile e quelli della L.N.D. erano stati definitivamente unificati, salvo a Bologna dove continuarono ad operare ancora per venticinque anni due distinti Comitati Provinciali. In parallelo poi con quanto accadeva nel Comitato della Lega Dilettanti, nel 1981-82 fu aggiornata la denominazione in “Comitato Regionale Emilia Romagna”, mentre nel 1995 avvenne lo scambio di competenza territoriale tra i Comitati S.G.S. di Mantova e Piacenza. Allo stesso tempo i Comitati di Forlì e di Cesena vennero fusi in un unico organismo denominato appunto Comitato Provinciale di Forlì - Cesena. Soppressi infine nel 1999 i C.L. di Faenza e Finale Emilia, dove però è tuttora presente un Fiduciario della Federazione, i Comitati si sono ridotti ai 9 residenti nei capoluoghi di provincia della nostra regione. Inoltre, nell’ottica di una più razionale organizzazione sportiva e di contenimento delle spese, nell’estate 1994 è stata presa l’importante decisione di riunire in un solo ente i due Comitati Provinciali bolognesi, quello della Lega Dilettanti e quello del Settore Giovanile, unificati sotto l’esperta guida di Francesco Brighenti. Quest’ultimo nel luglio 1997 è stato nominato presidente del Comitato Regionale Emilia Romagna per il Settore Giovanile, succedendo al prof. Giorgio Moro che lo aveva condotto per i nove anni precedenti. Brighenti ha così coronato oltre trent’anni di attività federale (iniziò nel 1965) spesi con passione e competenza in entrambi i Comitati Provinciali di Bologna.
Anche l’argomento delle varie Selezioni e Rappresentative meriterebbe un’ampia illustrazione, purtroppo impossibile in questa sede, tante sono state le squadre emiliano-romagnole allestite e le gare disputate negli ultimi quarant’anni. Particolarmente gradito il ricordo delle vittorie ottenute nella “Coppa Nazionale Primavera” dagli Allievi regionali nel 1974-75, 1980-81 e 1993-94, e dalla rappresentativa bolognese dei Giovanissimi nel “Torneo O. Barassi” del 1983.


In conclusione, all'alba del nuovo secolo il Comitato Regionale Emilia Romagna del Settore Giovanile e Scolastico è un organismo che gode di larga autonomia organizzativa e decisionale rispetto all’omologo Comitato della L.N.D., al quale è comunque legato da stretti rapporti e frequenti consultazioni. Gli obbiettivi da conseguire, definiti anche d’intesa con la Presidenza Nazionale del S.G., sono il potenziamento dell’attività di base, nel quadro del progetto “Sport per Tutti” in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, e la preparazione specifica di tecnici destinati all’addestramento dei giovani calciatori. A livello regionale i campionati sono organizzati nelle categorie Allievi e Giovanissimi, con tornei distinti per le società dilettanti e quelle professionistiche. Le fasce d’età interessate sono rispettivamente dai 14 ai 16 anni e dai 12 ai 14 anni, mentre ai ragazzi di età fino ai 12 anni è riservato il campionato Esordienti. A livello provinciale, oltre alle predette categorie esistono anche i campionati Juniores (16 - 18 anni), e Pulcini (8 - 10 anni), questi ultimi a 7, 9 e 11 giocatori, la cui attività è di norma suddivisa nelle fasi autunnale e primaverile. Citiamo infine i tornei non agonistici Primi Calci, per i bambini dai 6 agli 8 anni. In ogni stagione vengono poi disputati decine di tornei organizzati prevalentemente dalle società, per ogni categoria ed in ogni periodo dell’anno. Complessivamente le società operanti nel S.G.S. in regione sono circa 600, per la grande maggioranza appartenenti alla Lega Nazionale Dilettanti. A dimostrare l’attuale vastità ed importanza del Settore Giovanile in Emilia Romagna sta il numero di gare ufficiali disputate in media nel corso di ogni stagione: quasi 20.000.


Francesco Brighenti



Nell'agosto 2001 Brighenti si impegnava nella competizione elettorale per la successione a Marco Campomori, la cui scomparsa aveva lasciato vacante la carica di Presidente Regionale LND.
Date coerentemente le dimissioni dalla presidenza del S.G.S. , la sfida con Maurizio Minetti lo ha visto tuttavia soccombere all'Assemblea del 6 ottobre 2001, per cui Francesco Brighenti ha deciso di lasciare la Federazione regionale per dedicarsi a compiti sportivi in altri ambiti.
Il 17 ottobre seguente la presidenza del C.R.E.R. - S.G.S. è stata assunta da Roberto Pasini già presidente del Comitato Provinciale di Forli'-Cesena dal 1992. Pasini porta per la prima volta la Romagna al vertice del massimo organo regionale giovanile, dove la "tradizione" dei bolognesi durava ininterrottamente dal 1957.