P - COMMISSARI E REGGENTI






Commissari e Reggenti



Luigi Saverio Bertazzoni
(n. a Foggia 19 luglio 1887 - m. a Merca (Somalia) 23 marzo 1940)

Farmacista di professione, socio e dirigente del Modena fin dalla sua fondazione (1912, anno in cui era già anche arbitro federale), svolse il ruolo di Commissario Regionale per l’Emilia nella stagione 1916-17, situazione verosimilmente imposta dalle contingenze belliche; durante questo periodo egli stesso era militarizzato con il grado di tenente dell’esercito. Fu poi membro della Commissione Tecnica della società “canarina” negli anni ’20, quindi membro della Commissione arbitri della F.I.G.C., eletto nel Consiglio Federale del 2 ottobre 1920 in conseguenza della vicenda della “L.I.G.C.”. Divenne consigliere della C.C.I. nel 1921-22, ed arbitro ad honorem nel 1927. Proprio in quell’anno avviò e diresse la collana di pubblicazioni “I Volumi dello Sport”, iniziativa varata per diffondere ogni tipo di attività sportiva cui egli stesso contribuì con un libro su una disciplina nuovissima ed insolita: il volo a vela.
Rientrato nelle Forze Armate come capitano dell'esercito, nel 1930 Bertazzoni si trasferì a Mogadiscio, nella Somalia Italiana, ove lavorò presso il Laboratorio Chimico Coloniale. Non abbandonò mai comunque il calcio: nel 1930 fu il primo Commissario della F.I.G.C. a Mogadiscio, e successivamente (1933) Presidente del nuovo Direttorio XXII. Zona (Somalia). Continuò nel frattempo l’attività arbitrale nei campionati regolarmente organizzati anche laggiù dalla Federazione, ed il 29 gennaio 1937 costituì il “Gruppo Arbitri di Mogadiscio”, da lui stesso presieduto per circa due anni. Inoltre per tutta la sua permanenza in Africa fu rappresentante ufficiale (“Console”) del Touring Club Italiano per la Somalia. Tuttavia nel corso del 1938 cessò da ogni carica ufficiale, essendo stato colpito da una grave malattia che a soli 53 anni lo portò alla morte.

Giorgio Bernardi
(n. a Bologna 16 maggio 1912 - m. ivi 17 settembre 1988)

L’ing. Giorgio Bernardi è stato per un lunghissimo periodo il più famoso e stimato arbitro italiano, e merita a buon diritto di entrare nella cerchia dei più bravi di tutti i tempi. Ancora oggi la sua indimenticata figura è additata come esempio per tutti i giovani che intraprendono il difficile mestiere di direttore di gara. Giorgio Bernardi iniziò la carriera arbitrale nel 1933, nel Direttorio Regionale Emiliano. Si distinse in breve tempo per le qualità tecniche e per l’autorevolezza delle sue direzioni di gara, fino ad arrivare in Serie A il 26 ottobre 1941. Per la sua riconosciuta preparazione e popolarità, nel maggio 1945 fu chiamato dal prof. Luigi Pasquinelli in un triumvirato di Reggenza del ricostituito Comitato Regionale Emiliano. Meritò nel 1947-48 il premio “Giovanni Mauro”, e fu contemporaneamente nominato arbitro internazionale. Fra le 52 partite dirette in tutto il mondo durante un decennio merita di essere citata quella in cui a Budapest l’Ungheria umiliò clamorosamente i maestri inglesi per 7-1, il 23 maggio 1954. Nella Serie A italiana arbitrò invece 189 incontri, a cui se ne devono aggiungere circa altri 160 in Serie B e C. In totale diresse quindi circa 400 gare, nei ventiquattro anni di carriera agonistica, che ebbe termine nel settembre 1957. Diventò poi presidente della Sezione A.I.A. di Bologna (1957 - 1959), rappresentante dell’A.I.A. al Settore Tecnico Federale nel 1957-58 e commissario della C.A.N. (Commissione Arbitri Nazionale) fino al 1962. Fu ancora vice-Presidente Nazionale dell’A.I.A., presidente della Commissione per l’Aggiornamento delle Regole di Giuoco, ed infine Dirigente Benemerito della F.I.G.C. Negli anni ’60 venne insignito del premio “Renato Gianni” (dirigenza A.I.A.), “Francesco Mattea” (Commissario C.A.N.) e “Referee Special Award” (dalla F.I.F.A. per i suoi trascorsi internazionali).
Il suo talento non comune brillò anche nelle vicende della vita. Si laureò in ingegneria a soli 24 anni e nel 1937 entrò nel Genio Civile, ove percorse una eccellente carriera professionale divenendo nel 1963 direttore dell’Ufficio Speciale del Genio Civile per il Fiume Reno. Andò in pensione nel 1977, dopo ben 40 anni di servizio ininterrotto.




Giovanni Galeati
(n. a Castel Bolognese (RA) 18 febbraio 1901 - m. a Bologna 7 gennaio 1959)


Anche Giovanni Galeati fu uno dei più noti e preparati arbitri italiani, precedendo di alcuni anni Giorgio Bernardi nella tradizione dei grandi direttori di gara bolognesi. Romagnolo, ma trasferitosi a Bologna da giovanetto, giocò a calcio per circa dieci anni nelle “minori” bolognesi (A.C. Bologna, Ferrovieri, ecc.) con una breve parentesi a Napoli e Salerno durante il servizio militare. Nel 1927 un infortunio di gioco lo costrinse ad abbandonare temporaneamente lo sport, dove comunque rientrò ben presto da arbitro. Iniziò sui campi della provincia nel 1928 (fu anche per un breve periodo dirigente dell’U.L.I.C. di Ravenna e successivamente consigliere del Comitato Provinciale dei “liberi” a Bologna); ma da arbitro federale si impose prestissimo all’attenzione, tanto che nel 1935 (20 ottobre) era gia in Serie A; e nel 1941-42 fu premiato con il trofeo “Giovanni Mauro” come miglior arbitro della stagione. Insieme a Giorgio Bernardi e a Luigi Pasquinelli, nel 1945 fece parte del Comitato Provvisorio Emiliano, risorto dopo la Liberazione. Sebbene non più in verde età, venne nominato arbitro internazionale il 13 settembre 1946, ed ebbe anche la prestigiosa soddisfazione di partecipare (a quarantanove anni!) al Campionato del Mondo del 1950 in Brasile, dove arbitrò tre incontri. Cessò l’attività nel 1951, dopo avere arbitrato 208 gare di Serie A e 12 internazionali. Fu poi Fiduciario Arbitri per la Lega Giovanile emiliana nel 1951-52, e nominato Arbitro Benemerito il 15 luglio 1951; nell’aprile 1952 gli venne conferita una medaglia d’oro a riconoscimento dell’opera sportiva svolta. Dal 1952 al 1954 ricoprì la carica di presidente della Sezione A.I.A. di Bologna, e dal 1951 al 1958 visionò decine di gare e di arbitri in veste di Commissario di Campo e Commissario Speciale. Colpito da un male incurabile, morì a Bologna non avendo ancora compiuto 58 anni.

Gesù Martelli
(n. a Molinella (BO) 23 gennaio 1898 - m. a Pistoia 3 giugno 1980)

Fu arbitro federale effettivo fin dal 1925. Partito dai tornei del Comitato Regionale Emiliano, arrivò fino alla Serie B; cessò l’attività nel 1938, passando arbitro fuori quadro fino al 1943. Il 21 ottobre 1938 fu nominato membro del Direttorio VII. Zona (Emilia), ed in seguito (12 settembre 1939) anche Fiduciario C.I.T.A. della nostra regione; detenne entrambe le cariche fino al 1945. Nel frattempo ottenne il riconoscimento di Arbitro Benemerito, il 10 marzo 1942. Nel dopoguerra fu per anni Commissario di Campo, molto stimato nell’ambiente arbitrale per qualità personali. Su di lui cadde la scelta della Federazione quando nel 1958 iniziò il regime commissariale: Martelli fu nominato il 10 ottobre Commissario Federale per la Lega Regionale Emiliana, di cui tenne il governo fino al 24 luglio 1959. Così come volevano le circostanze, svolse in modo efficace e concreto il gravoso compito, al termine del quale rientrò subito nel mondo arbitrale: in quello stesso
1959 fu nominato infatti presidente della Sezione Arbitri di Bologna, rimanendone al vertice fino al 1962. Successivamente si dedicò solo all’attività di dirigente e di commissario per l’A.I.A.


Vincenzo Ghidini
(n. a Borgofranco sul Po (MN) 14 giugno 1931)


Resse le sorti del nostro Comitato per poco più di tre mesi, a causa di un… lieve incidente di percorso toccato al presidente Mambelli (squalifica di tre mesi). A norma dello Statuto federale, il dr. Ghidini fu designato alla Reggenza il 7 febbraio 1995 come consigliere più anziano del C.R.E.R. Per una strana coincidenza proprio Ghidini dovette gestire il distacco della sua provincia dal Comitato emiliano-romagnolo, sancito nella riunione di Milano del 25 marzo 1995. In quel frangente egli portò a compimento la non facile opera di mediazione presso le società per l’applicazione delle delibera sul riassetto dei confini calcistici tra Emilia e Lombardia. Vincenzo Ghidini comunque restò in consiglio al C.R.E.R. anche dopo la transizione del C.P. di Mantova, sia perché il suo mandato scadeva in effetti nel 1996, sia perché un certo numero di società virgiliane era rimasto con il nostro Comitato. Il dr. Vincenzo Ghidini è da molti decenni nel mondo dello sport. Per circa 25 anni è stato presidente della U.S. Sambenedettina di San Benedetto Po, paese dove vive e svolge la sua professione di farmacista. Eletto consigliere del Comitato Regionale Emiliano il 7 luglio 1961, negli ultimi anni del suo mandato ha svolto anche le funzioni di Responsabile delle Rappresentative Regionali. Ha cessato il suo ultimo incarico di consigliere il 2 luglio 1996, dopo ben 35 anni ininterrotti di appartenenza al C.D. emiliano, secondo soltanto ai 39 anni di militanza di Gustavo Zini. Fra il 1962 e il 1989 è stato dapprima membro poi vice-presidente del Comitato Provinciale C.O.N.I. di Mantova, da cui ha ricevuto l’onoreficenza della “Stella di Bronzo”, e recentemente anche della “Stella d’Oro al Merito Sportivo”.