TITOLO II.- LE SOCIETÀ

Art. 14

Ambito di applicazione

1. Ai fi ni delle presenti norme organizzative e di ogni altra disposizione avente effi cacia nel-l’ambito

della F.I.G.C., con il termine “società” si indicano tutti gli enti a struttura associativa che,

indipendentemente dalla forma giuridica adottata, svolgono l’ attività sportiva del giuoco del calcio.

Art. 15

Affi liazione

1. Per ottenere l’affi liazione alla F.I.G.C. le società debbono inoltrare al Presidente Federale

apposita domanda, sottoscritta dal legale rappresentante e corredata dai seguenti documenti in

copia autentica:

a) atto costitutivo e statuto sociale;

b) elenco nominativo dei componenti l’organo o gli organi direttivi;

c) dichiarazione di disponibilità di un idoneo campo di giuoco.

2. La domanda, accompagnata dalla tassa di affi liazione, deve essere inoltrata per il tramite

del Comitato Regionale territorialmente competente che esprime sulla stessa il proprio parere.

3. La F.I.G.C., attraverso i propri comunicati uffi ciali, fornisce notizia delle domande di affi lia-zione

accolte.

4. Le società, costituite in S.p.A. o S.r.l., devono fornire alla F.I.G.C. prova della omologa-zione,

una volta ottenuta la stessa dal Tribunale competente.

5. Le società affi liate alla F.I.G.C. si associano nelle Leghe e nel Settore per l’Attività Giova-nile

e Scolastica in relazione alle funzioni demandate a tali enti dagli articoli 6 e 9 dello Statuto.

6. Le società devono provvedere annualmente al rinnovo della affi liazione all’atto della

iscrizione al Campionato, mediante versamento di apposita tassa.

7. All’atto dell’affi liazione o del rinnovo annuale della stessa, le società costituite in forma

di società per azioni o di società a responsabilità limitata sono tenute ad inoltrare alla F.I.G.C. un

estratto notarile del libro soci. Sono altresì tenute a comunicare, nei limiti di cui al successivo comma

7 bis, ogni mutamento nella loro partecipazione. Nel caso in cui il capitale sia detenuto in tutto od

in parte, direttamente o indirettamente, da società di capitali, la F.I.G.C. può richiedere, sempre

nei limiti di cui al successivo comma 7 bis, alla propria affi liata la comunicazione dei documenti

necessari alla identifi cazione delle persone fi siche che detengono, attraverso le suddette società, il

capitale delle società affi liate.

7. bis Le società professionistiche con azioni quotate in borsa, avutane notizia, sono tenute

a comunicare, entro le 48 ore, i mutamenti nella loro partecipazione quando questi superino il 2%

del capitale sociale; le successive variazioni nelle partecipazioni devono essere comunicate entro

30 giorni da quello in cui la misura dell’aumento o della diminuzione ha superato la metà della per-. LE CARTE FEDERALI 2000 - NORME ORGANIZZATIVE NTERNE DELLA F.I.G.C. 25

centuale stessa o la partecipazione si è ridotta entro il limite percentuale. Qualora il capitale di dette

società sia detenuto direttamente o indirettamente in misura superiore al 10% da società di capitali,

la F.I.G.C. può chiedere alla propria affi liata la comunicazione dei documenti atti a identifi care le

persone fi siche che lo detengono.

8. L’inosservanza alle prescrizioni di cui al comma che precede comporta le sanzioni previste

dall’art. 90 delle presenti norme.

Art. 16

Decadenza e revoca della affi liazione

1. La decadenza e la revoca della affi liazione sono deliberate dal Presidente Federale.

2. Le società decadono dall’affi liazione alla F.I.G.C.:

a) se non prendono parte ovvero non portano a conclusione, a seguito di rinuncia od esclu-sione,

l’attività uffi ciale;

b) se non provvedono, nei termini previsti, al versamento della tassa di rinnovo dell’affi liazione

e della tassa di partecipazione all’attività uffi ciale.

Il Presidente Federale, sentita la Lega di competenza, può mantenere l’affi liazione della società

ove ravvisi casi di forza maggiore o di particolare rilevanza, determinandone la collocazione negli

organici dei campionati, sentito il Comitato o la Divisione interessata relativamente alle disponibilità

di fatto esistenti negli stessi, e disponendo a tale fi ne, in casi eccezionali, l’ampliamento della com-posizione

numerica di uno o più gironi in cui si articola la relativa attività.

3. La revoca dell’affi liazione di una società per gravi infrazioni all’ordinamento sportivo può

essere deliberata, a seconda della infrazione, anche su proposta della Co.Vi.So.C., dei Consigli

Direttivi delle Leghe e del Settore per l’Attività Giovanile e Scolastica.

4. Costituiscono gravi infrazioni all’ordinamento sportivo:

a) la violazione dei fondamentali principi sportivi, quali la cessione o comunque i comporta-menti

intesi ad eludere il divieto di cessione del titolo sportivo;

b) la recidiva in illecito sportivo sanzionato a titolo di responsabilità ; diretta;

c) la reiterata morosità nei confronti di enti federali, società affi liate e tesserati;

d) le rilevanti violazioni alle norme deliberate dal Consiglio Federale a termini dell’art. 13,

comma 3, dello Statuto Federale.

5. Il Presidente della F.I.G.C. delibera la revoca della affi liazione della società ad avvenuta

messa in liquidazione della stessa da parte del competente Tribunale, ai sensi dell’art. 13 della

legge 23 marzo 1981, n. 91.

6. Il Presidente della F.I.G.C. delibera la revoca della affi liazione della società in caso di dichia-razione

di fallimento. Gli effetti della revoca, nel caso in cui il Tribunale disponga la continuazione

temporanea dell’esercizio della impresa della società fallita, decorrono dal termine della stagione

sportiva nel corso della quale è dichiarato il fallimento, o da quella di data anteriore in cui il titolo

sportivo viene attribuito ad altra società, ai sensi dell’articolo 52, comma 3.. LE CARTE FEDERALI 2000 - NORME ORGANIZZATIVE NTERNE DELLA F.I.G.C. 26

7. Il Presidente della F.I.G.C. delibera la revoca della affi liazione della società in caso di liqui-dazione

della società stessa ai sensi del codice civile.

Art. 16 bis

Partecipazioni societarie

1. Non sono ammesse partecipazioni, dirette o indirette a società della sfera professionistica

partecipanti allo stesso Campionato, salvo quanto previsto dall’art. 16 ter. E’, quindi, tassativamente

vietato detenere partecipazioni, a nome proprio od anche per interposte persone fi siche e/o giuridi-che,

in più di una società di capitali esercente attività calcistica a livello professionistico che militi

nello stesso Campionato.

2. L’inosservanza del divieto di cui al comma che precede costituisce illecito amministrativo e

comporta, su deferimento della Procura Federale, le seguenti sanzioni:

a) a carico delle società, l’ammenda non inferiore a £. 20.000.000 da destinarsi alla F.I.G.C. per

la cura del vivaio nazionale;

b) a carico dei soci, anche se interposti, aventi plurime partecipazioni, la perdita della qualità di

cui alla lettera f) del comma 1 dell’art. 9 del Codice di Giustizia Sportiva per un periodo non inferiore

a un anno.

3. L’inosservanza del divieto di cui al comma 1 del presente articolo comporta altresì a carico

delle società la sospensione dai contributi federali e, in caso di mancata regolarizzazione entro 90

giorni, la decadenza dai contributi stessi. Permanendo l’inosservanza del divieto al momento della

iscrizione ai Campionati, le società non vengono ammesse al Campionato di competenza, ove le

partecipazioni siano apprezzabili ai fi ni di cui al comma 1.

Art. 16 ter

Partecipazioni in Società di calcio con azioni quotate in Borsa

1. E’ consentito detenere partecipazioni al capitale azionario di più società calcistiche della

sfera professionistica con azioni quotate in Borsa, sempre che tali partecipazioni non comportino

più di una situazione di controllo, di fatto o di diritto, ai sensi dell’art. 2359 c.c., comma 1, punti 1 e

2.

2. La facoltà di cui al precedente comma è attribuita anche a soggetti che detengano azioni o

quote di capitale di società della sfera professionistica non quotate in Borsa. Il limite del controllo di

fatto o di diritto di cui al comma 1 vale anche per questo caso.

3. Il limite di partecipazione societaria, di cui ai commi precedenti, comprende sia le partecipa-zioni

dirette sia quelle per mezzo di società controllate o collegate ai sensi dell’art. 2359 c.c..

4. La violazione del comma 1 e 2 del presente articolo comporta l’ irrogazione di sanzioni nei

confronti delle società calcistiche partecipate, qualora si provi che gli amministratori, a conoscenza

della violazione, non l’abbiano comunicata alla F.I.G.C... LE CARTE FEDERALI 2000 - NORME ORGANIZZATIVE NTERNE DELLA F.I.G.C. 27

Art. 16 quater

Partecipazioni societarie in confl itto d’interessi

Nell’ipotesi di sopravvenuta compresenza nello stesso campionato di due società per cui si

confi guri un potenziale confl itto di interessi a norma del comma 1 dell’ art. 16 bis delle N.O.I.F., si

applicano le disposizioni di cui al separato regolamento.

1. La F.I.G.C. venuta a conoscenza dell’esistenza di una potenziale posizione di confl itto di inte-ressi

da parte di un socio di due società partecipanti al medesimo campionato, notifi ca alle società

interessate l’esistenza dei presupposti di cui alla delibera del 30.6.1998 del Consiglio Federale

(Comunicato Uffi ciale n. 124/A della F.I.G.C.) dando un termine entro cui far cessare la situazione

o per indicare a quale delle società interessate debbano applicarsi le norme dei successivi articoli.

La F.I.G.C. specifi cherà che la partecipazione che si rilevi in violazione di tale divieto dovrà essere

dismessa entro un periodo corrispondente a due stagioni sportive.

2. Le società interessate hanno un termine di trenta giorni per dare riscontro alla comunicazione

di cui sopra.

3. Successivamente a tale data, ove la società non abbia provveduto a far cessare la situazione

di cui al comma 1, art. 16 bis N.O.I.F., ed abbia indicato la società su cui possano esercitarsi medio-tempore

le norme relative alla regolamentazione, il Consiglio Federale indicherà il commissario a

cui demandare i compiti previsti dal presente Regolamento.

4. In caso di mancato riscontro, il Consiglio Federale provvederà autonomamente ad indivi-duare

le società cui si applichi la procedura prevista negli articoli che seguono.

5. La F.I.G.C. nomina un commissario avente i necessari requisiti di probità e professionalità

scegliendoli, preferibilmente, tra professionisti iscritti negli albi degli avvocati, dei dottori commercia-listi

e dei ragionieri del luogo dove ha sede la società commissariato. Si applicano comunque per le

nomine le norme di cui agli artt. 27 e 28 del R.D. 16 marzo 1942 n. 267.

6. Il commissario deve comunicare entro 3 giorni dalla comunicazione della delibera federale la

propria accettazione alla F.I.G.C..

7. La F.I.G.C. notifi ca l’avvenuta nomina alla società senza ritardo.

8. Il commissario entro il termine di 10 giorni dall’avvenuta notifi ca di cui al punto 7) assume

le sue funzioni procedendo ad una ricognizione delle circostanze che hanno determinato il provve-dimento

e vigilando che l’ipotesi che ha portato al provvedimento non generi le problematiche affe-renti

al confl itto di interessi, riferendone trimestralmente al Consiglio Federale.

9. Il commissario eserciterà tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione richiedendo,

ove previsto, le necessarie autorizzazioni al Consiglio Federale e riferendo trimestralmente sulla

gestione ordinaria. La società deve comunque garantire le disponibilità fi nanziarie occorrenti alla

gestione (durante la stagione sportiva) e rilasciate le idonee fi dejussioni bancarie di primario istituto

a prima richiesta.

10. La situazione potrà intendersi sanata per modifi cazione del titolo sportivo o per dimissione

di quella quota di partecipazione che determini per il detentore il controllo della società. In tal caso il. LE CARTE FEDERALI 2000 - NORME ORGANIZZATIVE NTERNE DELLA F.I.G.C. 28

commissario cesserà dall’incarico su apposita delibera del Consiglio Federale.

11. 0ve, al termine del periodo di cui al 1° cpv del punto 1), la situazione di potenziale confl itto

di interessi permanga, il Consiglio Federale provvederà ad escludere una delle società dal Campio-nato

di competenza.

12. Il commissario al termine del suo mandato redigerà una relazione fi nale relativa al periodo

della sua amministrazione.

13. Al commissario sarà riconosciuto un compenso rapportato all’ attività e all’entità dei beni

amministrati, in base alle tariffe professionali ove applicabili oltre le spese occorse per l’espleta-mento

dell’incarico. L’onere conseguente alla presente procedura graverà sulla società commissa-riata.

Art. 17

Denominazione sociale

1. La denominazione sociale risultante dall’atto di affi liazione è tutelata dalla F.I.G.C. secondo i

principi della priorità e dell’ordinato andamento delle attività sportive.

2. Il mutamento di denominazione sociale delle società può essere autorizzato, sentito il parere

della Lega competente o del Settore per l’Attività Giovanile e Scolastica, dal Presidente della

F.I.G.C. su istanza da inoltrare improrogabilmente entro il 15 luglio di ciascun anno; per le società

associate alla Lega Nazionale Dilettanti tale termine è anticipato al 5 luglio. All’istanza vanno allegati

in copia autentica, il verbale dell’Assemblea che ha deliberato il mutamento di denominazione, l’atto

costitutivo, lo Statuto sociale e l’elenco nominativo dei componenti l’organo o gli organi direttivi. Non

è ammessa l’integrale sostituzione della denominazione sociale con altra avente esclusivo carattere

propagandistico o pubblicitario.

Art. 18

Sede sociale

1. La sede sociale è quella indicata al momento della affi liazione.

2. Il trasferimento della sede di una società in altro Comune è condizionato ai requisiti, alle

procedure ed ai termini previsti per le fusioni dal successivo art. 20.

Art. 19

Il campo di giuoco

1. Le società debbono svolgere la loro attività sportiva sul campo di giuoco dichiarato disponi-bile

all’atto dell’affi liazione.

2. Il campo di giuoco di cui al precedente comma 1) deve insistere sul territorio del Comune

ove la società ha la propria sede sociale. Le Leghe, il Settore per l’Attività Giovanile e Scolastica,

i Comitati e le Divisioni, in via eccezionale e per fondati motivi, possono autorizzare, secondo la

rispettiva competenza, le società a svolgere le loro attività su campi diversi.. LE CARTE FEDERALI 2000 - NORME ORGANIZZATIVE NTERNE DELLA F.I.G.C. 29

3. Salvo deroga delle Leghe, del Settore per l’Attività Giovanile e Scolastica dei Comitati e delle

Divisioni, non può essere considerato nella disponibilità di una società un campo di giuoco che sia

già a disposizione di altra.

Art. 20

Fusioni

1. La fusione tra due o più società deve essere approvata dal Presidente della F.I.G.C..

2. L’approvazione è condizione di effi cacia della fusione. Le delibere delle società inerenti la

fusione debbono espressamente prevedere, quale condizione della loro effi cacia, l’approvazione da

parte del Presidente Federale.

3. Le domande di fusione debbono essere inoltrate al Presidente Federale improrogabilmente

entro il 15 luglio di ciascun anno; per le società associate alla Lega Nazionale Dilettanti tale termine

è anticipato al 5 luglio. Alle domande debbono essere allegati, in copia autentica, i verbali delle

assemblee delle società che hanno deliberato la fusione, l’atto costitutivo e lo statuto della società

che sorge dalla fusione, nonché l’elenco nominativo dei componenti dei nuovi organi direttivi.

4. Il Presidente della F.I.G.C. delibera sulle domande dopo aver acquisito il parere delle Leghe

competenti e, nel caso sia interessata alla fusione una società associata a Lega professionistica,

anche della Co.Vi.So.C..

5. In caso di fusione approvata, rimane affi liata alla F.I.G.C. la società che sorge dalla fusione

e ad essa sono attribuiti il titolo sportivo superiore tra quelli riconosciuti alle società che hanno dato

luogo alla fusione e l’anzianità di affi liazione della società affi liatasi per prima.

6. La società che nasce dalla fusione rileva tutte le attività e passività delle società fuse.

7. Le fusioni sono consentite alle seguenti condizioni:

a) tra società che siano affi liate alla F.I.G.C. da almeno due stagioni sportive;

b) tra società che abbiano sede sociale nello stesso Comune o in Comuni tra loro confi nanti,

ancorché appartenenti a Province diverse; in ambito dilettantistico, per motivi di carattere eccezio-nale,

il Presidente Federale può autorizzare, in deroga, anche fusioni e cambi di sede tra società

aventi sede nella stessa Provincia;

c) tra Società che non abbiano trasferito la sede sociale in altro Comune e, escluse quelle

aventi sede nello stesso Comune nonché, per il Settore dilettantistico, quelle di cui alla lettera b),

che non siano state oggetto di fusioni nelle due stagioni sportive precedenti.

Art. 21

I dirigenti delle società

1. Sono qualifi cati “dirigenti” delle società gli amministratori e tutti i soci che abbiano comunque

responsabilità e rapporti nell’ambito dell’attività sportiva organizzata dalla F.I.G.C..

2. Non possono essere “dirigenti” né avere responsabilità e rapporti nell’ambito delle attività

sportive organizzate dalla F.I.G.C. gli amministratori che siano o siano stati componenti di organo. LE CARTE FEDERALI 2000 - NORME ORGANIZZATIVE NTERNE DELLA F.I.G.C. 30

direttivo di società cui sia stata revocata l’affi liazione a termini dell’art. 16.

3. Possono essere colpiti dalla preclusione di cui al precedente comma gli amministratori in

carica al momento della deliberazione di revoca o della sentenza dichiarativa di fallimento e quelli

in carica nel precedente biennio. Competente a decidere in prima istanza è la Commissione Disci-plinare

ed in ultima istanza la C.A.F. su deferimento della Procura Federale nell’ osservanza delle

disposizioni previste dal Codice di Giustizia Sportiva.

4. I dirigenti delle società non possono essere tesserati quali calciatori o tecnici, né assumere

la qualifi ca di dirigente o di collaboratore in altra società associata nella stessa Lega o che svolga

attività nel Settore Giovanile e Scolastico.

Art. 22

I collaboratori

1. Sono collaboratori nella gestione sportiva delle società coloro che, svolgendo per esse atti-vità

retribuita o comunque compensata, siano incaricati di funzioni che comportino responsabilità e

rapporti nell’ambito dell’attività sportiva organizzata dalla F.I.G.C..

2. I collaboratori delle società non possono essere tesserati quali calciatori o tecnici, né assu-mere

la qualifi ca di collaboratore o di dirigente in altra società associata nella stessa Lega o che

svolgono attività nel Settore Giovanile e Scolastico.

Art. 22 bis

Disposizioni per la onorabilità

1. Non possono assumere la carica di dirigente di società o di associazione (art. 21, 1°

comma, N.O.I.F.), e l’incarico di collaboratore nella gestione sportiva delle stesse (art. 22, 1° comma,

N.O.I.F.), e se già in carica decadono, coloro che si trovano nelle condizioni di cui all’art. 2382

c.c. (interdetti, inabilitati, falliti e condannati a pena che comporta l’ interdizione dai pubblici uffi ci o

l’incapacità ad esercitare uffi ci direttivi) nonché coloro che siano stati o vengano condannati con

sentenza passata in giudicato per i delitti previsti dalle seguenti leggi:

* Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell’ amministrazione controllata (Legge

16.3.1942, n. 267).

* Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della pro-stituzione

altrui (Legge 20.2.1958, n. 75).

* Disposizioni contro la mafi a (Legge 31.5.1965, n. 575).

* Norme di attuazione dell’art. 18 della Costituzione in materia di associazioni segrete (Legge

25.1.1982, n. 17).

* Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestine e tutela alla correttezza nello

svolgimento di competizioni agonistiche (Legge 13.12.1989, n. 401).

* Nuove disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo mafi oso e di altre gravi forme

di pericolosità sociale (Legge 19.3.1990, n. 55).. LE CARTE FEDERALI 2000 - NORME ORGANIZZATIVE NTERNE DELLA F.I.G.C. 31

* Testo Unico in materia di disciplina degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope (D.P.R.

9.10.1990, n. 309).

* False comunicazioni sociali (art. 2621 c.c.).

* Violazione di obblighi incombenti agli amministratori (art. 2623 c.c.).

* Prestiti e garanzie della società (art. 2624 c.c.).

* Violazione di obblighi incombenti agli amministratori di S.p.A. e S.r.l. (art. 2630 c.c.).

* Violazione del divieto di sottoscrizione di azioni proprie (art. 2630 bis c.c.).

* Delitti contro la pubblica amministrazione di cui agli artt. 314 (peculato), 316 (peculato

mediante profi tto dell’errore altrui), 316 bis (malversazione a danno dello Stato), 317 (concussione),

318 (corruzione per atto d’uffi cio), 319 (corruzione per atto contrario ai doveri d’uffi cio), 319 ter (cor-ruzione

in atti giudiziari), 320 (corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio), 321 (pene

per il corruttore) e 322 (istigazione alla corruzione) c.p.

* Delitti contro la fede pubblica (artt. 453-498 c.p.).

* Delitti contro il patrimonio (artt. 624-648 ter c.p.).

* Delitti associativi di cui agli artt. 416 e 416 bis c.p..

* Disposizioni penali relative alle armi da guerra e clandestine.

2. Le incompatibilità e le decadenze previste dal comma che precede cessano con il consegui-mento,

da parte degli interessati, della riabilitazione deliberata dal competente organo dell’autorità

giudiziaria ordinaria. Al fi ne del successivo tesseramento gli interessati debbono preventivamente

formulare documentata istanza alla F.I.G.C..

3. Restano sospesi dalla carica di dirigente di società o di associazione e dall’incarico di

collaboratore nella gestione delle stesse coloro che vengano condannati, ancorché con sentenza

non defi nitiva, per uno dei delitti previsti dalle leggi indicate al comma precedente. La sospensione

permane sino a successiva sentenza assolutoria.

4. Restano altresì sospesi dalla carica coloro che vengono sottoposti a misure di prevenzione

(Legge 27.12.1956, n. 575) o a misure di sicurezza personale (art. 215 c.p.). La sospensione per-mane

sino alla scadenza della misura o alla revoca della stessa.

5. In caso di emissione di provvedimento restrittivo della libertà personale, anche per reati

diversi da quelli previsti nella precedente elencazione, opera parimenti la sospensione dalla carica

sino alla remissione in libertà.

6. All’atto della richiesta di tesseramento (art. 37) e quale imprescindibile condizione dello

stesso, i dirigenti di società o di associazione ed i collaboratori nella gestione sportiva delle stesse

debbono espressamente dichiarare di non trovarsi in alcuna delle incompatibilità previste dal primo

comma del presente articolo. La dichiarazione deve essere prodotta nella forma della autocertifi ca-zione

e deve avere sottoscrizione autenticata ai sensi dell’articolo 20 della Legge 4 gennaio 1968,

n. 15.

I soggetti suindicati, ove sia intervenuta o intervenga a loro carico sentenza di condanna. LE CARTE FEDERALI 2000 - NORME ORGANIZZATIVE NTERNE DELLA F.I.G.C. 32

anche non defi nitiva o siano colpiti da provvedimento restrittivo della libertà personale, sono tenuti

a darne immediata comunicazione alla Lega od al Comitato competente.

Per le società ed associazioni che svolgono attività in ambito regionale e provinciale

l’obbligo di cui alla prima parte del precedente comma grava esclusivamente sui Presidenti delle

società ed associazioni stesse, i quali debbono anche dichiarare l’ assenza di condizioni di incom-patibilità

degli altri dirigenti e dei collaboratori.

7. In caso di mendace dichiarazione all’atto del tesseramento o di omessa immediata comu-nicazione

della sentenza di condanna anche non defi nitiva, i soggetti interessati incorrono nella

decadenza dalla carica o dall’incarico ed il loro tesseramento viene revocato.

Art. 23

I tecnici

1. Le società possono avvalersi soltanto dei tecnici iscritti negli albi, elenchi o ruoli del Settore

Tecnico.

2. I tecnici sono tenuti all’osservanza delle norme contenute nel Regolamento del Settore Tec-nico

e di tutte le altre norme federali.

3. I tecnici tesserati sono soggetti alla disciplina ed agli organi della giustizia sportiva ordinari

per le infrazioni inerenti l’attività agonistica, salvo la speciale competenza prevista dal Regolamento

del Settore Tecnico.

4. Il Consiglio Federale stabilisce i criteri per il riconoscimento delle associazioni di categoria

previste dagli articoli 14, 20 e 22 dello Statuto e del grado della rispettiva rappresentatività ai fi ni

statutari