Ci sono addii che arrivano dopo una lunga preparazione, quasi accompagnati lentamente dal tempo, e altri che anche quando li aspetti continuano a lasciare una sensazione strana.
Nella pallanuoto succede spesso. È uno sport che vive lontano dalle luci quotidiane del calcio o del tennis, ma chi lo segue sa bene che certi nomi finiscono per diventare punti di riferimento quasi automatici.
Quando una giocatrice attraversa generazioni diverse, cambia compagne, allenatori, cicli tecnici e resta ancora lì, alla fine smette di essere soltanto un’atleta.
Diventa una presenza abituale. Per i tifosi, per lo spogliatoio, perfino per chi guarda una partita ogni tanto durante un Mondiale o un’Olimpiade.
Ci sono carriere che sembrano non dover finire mai davvero. Poi arriva il momento in cui la cuffia viene appesa e il rumore è più forte di quanto si pensi.
E stavolta riguarda una delle figure più riconoscibili della pallanuoto spagnola degli ultimi vent’anni.
Si tratta di Pili Pena che ha annunciato il ritiro a quarant’anni, chiudendo una carriera che l’ha portata a diventare una delle grandi protagoniste delle cosiddette ‘Guerreras del Agua’, la nazionale femminile spagnola.
Una carriera che ha attraversato un’epoca
Parlare di Pili Pena significa raccontare una parte della crescita della pallanuoto femminile spagnola. Campionessa olimpica a Parigi 2024, campionessa del mondo nel 2013 e tre volte campionessa europea, ha attraversato quasi vent’anni di nazionale mantenendo un ruolo centrale dentro e fuori dall’acqua.
La sua storia sportiva era iniziata nel CN Ondarreta Alcorcon, il club in cui si era formata, prima delle esperienze al CN Sabadell, al CN Sant Andreu e, infine, al CN Terrassa, squadra con cui ha disputato le ultime sette stagioni.
Il suo ultimo incontro potrebbe arrivare nelle semifinali di campionato contro Sant Andreu. E certe volte il peso di una partita non sta nel risultato, ma nel sapere che dopo il fischio finale qualcosa non tornerà più nello stesso posto.








