A volte bastano poche parole per capire cosa passa davvero nella testa di un pilota. E quando a parlare è Max Verstappen il rumore è sempre più forte, perché non è uno che tende a misurare troppo i concetti o a girarci attorno.
L’olandese ha lasciato uscire un pensiero che probabilmente nel paddock condividono in parecchi, anche se non tutti lo dicono con la stessa chiarezza. E la sensazione è che il weekend del Nürburgring, dove ha guidato lontano dal contesto della Formula 1 moderna, gli abbia riportato addosso un certo tipo di sensazione che oggi nel Circus vede sempre meno.
Per qualche giorno Verstappen è tornato a respirare un motorsport diverso, più diretto, meno pieno di procedure e passaggi da interpretare. Poi è rientrato nel mondo della Formula 1 e il confronto, evidentemente, non gli è piaciuto.
Le richieste di Verstappen: meno regole, più guida
Le parole sono arrivate in modo piuttosto netto. Verstappen ha detto: “Lo scorso fine settimana mi ha ricordato quanto possa essere puro e grandioso il mondo dell’automobilismo, poi torni in F1…”
Entrando ancora più nel dettaglio, ha spiegato dove vede il problema: “Per me è confuso, non è ciò che la F1 dovrebbe essere, è troppo complicato, cosa è permesso, quando sei davanti o dietro, nel giro di formazione”.
Il riferimento è abbastanza chiaro. Negli ultimi anni la Formula 1 si è riempita di procedure, direttive tecniche, interpretazioni regolamentari e situazioni che spesso lasciano perplessi persino i piloti.
In certi momenti sembra che il pilota debba guidare una macchina e contemporaneamente amministrare un computer.
Verstappen ha chiuso il discorso con un’altra frase che racconta parecchio del suo stato d’animo: “La F1 dovrebbe essere più pura. E spero che i cambiamenti che faranno l’anno prossimo siano il minimo indispensabile per renderla più naturale“.








